Tiroidite di Hashimoto

Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite o malattia di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario non riconosce come proprie le cellule della ghiandola tiroidea, le attacca e gradualmente le distrugge, portando all'ipotiroidismo. La manifestazione della malattia di solito si verifica con una vasta gamma di disturbi metabolici, che sono le vere cause della malattia e che saranno discussi di seguito.

Questo disturbo fu descritto per la prima volta dal medico giapponese Hakarou Hashimoto nel 1912 e venne riconosciuto come malattia autoimmune nel 1957. È una delle più comuni malattie della tiroide e in nove casi su dieci riguarda le donne.

Sintomatologia
A causa della graduale distruzione della ghiandola tiroidea da parte del sistema immunitario, i sintomi di ipotiroidismo compaiono entro mesi o anni e includono:
  • affaticamento e bassa energia
  • aumento ponderale
  • stipsi
  • cute secca
  • malinconia e cattivo umore
  • perdita di capelli
  • intolleranza al freddo
  • sudorazione ridotta
  • sonnolenza durante il giorno
  • perdita di memoria
  • dolori articolari e crampi muscolari
La tiroidite di Hashimoto viene solitamente diagnosticata quando i pazienti presentano sintomi di ipotiroidismo.  Questi pazienti possono anche manifestare crescite anomale del tessuto tiroideo (noduli tiroidei), alti livelli di TSH, elevati livelli di anticorpi tiroidei e alterazioni della struttura della ghiandola tiroidea evidenziate mediante ecografia.

Il consueto approccio terapeutico per i pazienti asintomatici include un monitoraggio regolare e, quando la tiroide è ipoattiva, somministrazione di ormone tiroideo (levotiroxina). I farmaci vengono regolati 2-3 volte l'anno in base ai livelli di TSH e valutando i sintomi del paziente.

La somministrazione di ormoni tiroidei migliora la maggior parte dei suddetti sintomi quando la ghiandola tiroidea è ipoattiva. Tuttavia, ciò non risolve i fattori causali che portano all'esordio della malattia e non segue interamente le fluttuazioni degli ormoni regolari e gli adattamenti dell'organismo alle diverse condizioni. In realtà, questo è il motivo principale per cui molte persone, sebbene sottoposte a terapia, manifestano ancora sintomi di squilibrio ormonale, nonostante i test ormonali rientrino nei limiti normali.

La tiroide: il regolatore del metabolismo
La ghiandola tiroidea è responsabile della regolazione del metabolismo che si adatta ai cambiamenti quotidiani legati, tra le altre cose, alla temperatura esterna, al fabbisogno energetico, alla digestione e ai cambiamenti dell'umore.

Quando dobbiamo salire le scale o fare esercizio fisico, la tiroide aumenta la funzione e il metabolismo, come quando fa freddo o siamo sotto stress, oppure dobbiamo affrontare alcune difficoltà nella vita, ma anche quando siamo felici o eccitati. Tuttavia, nei momenti in cui riposiamo, siamo rilassati, tristi o accaldati, la tiroide riduce la funzione e il metabolismo.

Questo è anche il motivo per cui l'ipotiroidismo si manifesta con affaticamento, intolleranza al freddo, malinconia, aumento ponderale, ecc. D'altra parte, l'ipertiroidismo si manifesta con sintomi quali ipertensione, perdita ponderale, tachicardia, intolleranza al calore e sintomi generali associati a un aumento del metabolismo.

Quindi, possiamo notare come l'assunzione di ormoni tiroidei aiuti a migliorare i sintomi dell'ipotiroidismo e che gli aggiustamenti ai farmaci tiroidei 2-3 volte all'anno non possono sostituire completamente la costante e tempestiva regolazione del nostro organismo tramite il continuo adeguamento del metabolismo e della funzione a diverse condizioni in pochi secondi.

Perciò, è imperativo fare ciò che è necessario per mantenere ogni funzione della ghiandola residuale che consente all'organismo di adattarsi metabolicamente a questi cambiamenti.

Grazie alla nostra esperienza, abbiamo osservato che anche quando la ghiandola tiroidea è sotto-attivata fino all'80%, questa percentuale può essere sostituita da un trattamento ormonale. Il restante 20% della funzione della ghiandola è sufficiente per la maggior parte degli aggiustamenti di routine del metabolismo alle necessità della vita quotidiana, necessari per una buona qualità della vita.

 

Perché si verifica la tiroidite di Hashimoto?
Quali sono le ragioni per cui il sistema immunitario non riconosce la ghiandola tiroidea come un suo organo e inizia ad attaccarla?

Attraverso la nostra esperienza clinica e l'applicazione della metabolomica su pazienti con malattia di Hashimoto, abbiamo notato che quattro fattori causali determinanti contribuiscono all'esordio di questa malattia.
L'esposizione a lungo termine ai suddetti quattro fattori porta a un'alterazione della composizione e della morfologia delle cellule tiroidee e gradualmente al loro mancato riconoscimento da parte del sistema immunitario. La morfologia delle cellule tiroidee cambia talmente tanto che il sistema immunitario "le vede" come cellule non proprie e le attacca producendo anticorpi contro di loro.

È interessante notare che l'ipotiroidismo aggrava ulteriormente i suddetti fattori bloccando il metabolismo, aumentando sia l'insulino-resistenza, sia la resistenza alla vitamina D, influenzando anche le funzioni dell'umore e della cognizione.

Cosa si può fare 
La tiroidite di Hashimoto è una malattia innescata da fattori genetici ed epigenetici, legati alle abitudini e all'ambiente di vita. Pertanto, l'obiettivo di un appropriato approccio terapeutico deve concentrarsi sul ripristino della deviazione dalle condizioni fisiologiche.

L'identificazione dei fattori causali nella malattia di Hashimoto, attraverso l'analisi metabolomica, permette di fare interventi precisi e personalizzati dello stile di vita e delle abitudini alimentari per portare le cellule e il corpo il più vicino possibile al suo normale funzionamento.

La nostra esperienza coi pazienti che soffrono di Hashimoto, dimostra che correggere le carenze in vitamine e altri elementi, ripristinare il metabolismo e regolare il peso a livelli normali, può cambiare radicalmente il corso della condizione e migliorare la qualità della vita di questi pazienti.

Alla vostra salute!

 


Bibliografia
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