Malattie infiammatorie intestinali, autoimmunità e vitamina D

Dott. Dimitris Tsoukalas, MD

La vitamina D continua ad essere al centro di intense ricerche negli ultimi anni con risultati positivi in quasi tutti gli aspetti della salute, in particolare nel campo delle malattie autoimmuni.

Nuovi dati rafforzano l'associazione di un basso livello di vitamina D con un aumento dell'incidenza di malattie come la malattia infiammatoria intestinale, la sclerosi multipla, la psoriasi, l'artrite reumatoide e simili.

Le malattie infiammatorie intestinali sono un gruppo di malattie autoimmuni rappresentate principalmente dalla colite ulcerosa e malattia dal morbo di Crohn. Negli ultimi 60 anni, la loro incidenza è stata in costante aumento in tutto il mondo al punto da essere considerate come una malattia globale.

Si tratta di malattie che incidono in modo significativo sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono e incide sulla salute nel suo complesso, sia in ragione del malfunzionamento intestinale che degli effetti collaterali delle terapie farmacologiche a cui che questi pazienti devono sottoporsi, in genere per l’intero corso della loro vita.

Studi recenti collegano bassi livelli di vitamina D non solo all'aumento dell'incidenza di malattie infiammatorie intestinali ma anche alla gravità dei sintomi una volta insorta la malattia e ne suggeriscono l’utilizzo come ulteriore agente terapeutico.

Più i livelli di vitamina D sono bassi, maggiore è il rischio di sviluppare una malattia infiammatoria intestinale e più grave è la sintomatologia. L'effetto positivo della vitamina D viene esercitato attraverso molteplici meccanismi.

Azione immunoregolatrice

La vitamina D rafforza il sistema immunitario ripristinando la capacità del corpo nel riconoscere le proprie cellule e i propri tessuti.

Non solo potenzia il sistema immunitario, ma lo riporta alla sua originale funzione fisiologica. Questa perdita della capacità di riconoscimento delle proprie cellule da parte di un organismo è la causa principale dell'insorgenza di malattie autoimmuni.

L'azione immunoregolatrice della vitamina D è fondamentale sia per l'autoimmunità che per il cancro.

Controllo di microrganismi patogeni

La vitamina D è essenziale per la produzione di 200 antibiotici endogeni e per il corretto funzionamento e attivazione dei globuli bianchi.

Bassi livelli di vitamina D sono associati ad una maggiore incidenza di infezioni e ad un inadeguato funzionamento del sistema immunitario. Alcuni ricercatori dell' Università di Rochester hanno scoperto una stretta relazione tra la flora intestinale e l'azione della vitamina D, per contro, bassi livelli di vitamina D sono associati ad una presenza più alta di agenti patogeni nell'intestino.

L'alterazione del normale equilibrio della flora intestinale è direttamente correlata alla presenza di colite ulcerosa e morbo di Crohn.

Azione antinfiammatoria diretta

La vitamina D realtà altro non è che un ormone prodotto nel nostro corpo a partire dal colesterolo, anche non diversamente da quanto accade per cortisolo e testosterone.

Ha una forte attività antinfiammatoria espressa attraverso recettori specifici (VDR: Recettori della vitamina D). L'attività antinfiammatoria diretta e quella antitumorale sono state l'oggetto di studio di numerose ricerche e si esprimono attraverso l'azione dei suoi recettori.

L'intestino è uno dei tessuti che presentano le più alte concentrazioni di recettori di vitamina D. Il raggiungimento dei livelli ideali di vitamina D dovrebbe essere l'obiettivo sia per la prevenzione che per il trattamento della malattia infiammatoria intestinale.

La misurazione dei livelli di 25 OH D3 dovrebbe essere eseguita in tutti i pazienti con una malattia autoimmune. I valori ideali sono considerati quelli compresi tra 50 e 80 ng/dl.

È interessante notare che i pazienti che soffrono di malattie autoimmuni possono presentare resistenza alla vitamina D e hanno bisogno di dosi più elevate e valori più alti per consentire al loro corpo di esprimere pienamente l'azione di questa preziosa vitamina.

Ma questo dovrebbe essere fatto solo sotto controllo medico e dietro parallela misurazione dei parametri di laboratorio che ci consentono di valutare in modo obiettivo la risposta dell'organismo.

Nel corso di un’evoluzione durata milioni di anni, la natura ha sviluppato soluzioni e trattamenti che scopriamo gradualmente. Con l’aumento dei progressi tecnologici, comprendiamo che abbiamo molto più da imparare di quanto crediamo.

Alla Vostra Salute! 


Riferimenti bibliografici

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